L’importanza del rapport tra studente e docente

L’importanza del rapport tra studente e docente

L’importanza del rapport tra studente e docente

La programmazione neuro-linguistica, conosciuta anche con l’acronimo PNL, comprende diversi approcci alla comunicazione, i quali sono accomunati l’uno con l’altro dal fatto che secondo i suoi ideatori, Richard Bandler e John Grinder, esista una connessione tra i processi neurologici, il linguaggio e gli schemi comportamentali derivanti dall’esperienza.

Nell’ambito di questo approccio comunicativo, un aspetto molto importante è quello del rapport, ossia della relazione di affinità reciproca e fiducia che si va ad instaurare tra due interlocutori e si tratta di una condizione all’interno della quale è possibile avere una comunicazione efficace.

Per questo motivo, il concetto del rapport viene applicato a molti ambiti diversi, come il coaching o la vendita, ma ha una grande utilità anche quando viene applicato all’insegnamento, permettendo di creare un ambiente di fiducia, stima e rispetto tra docente e studenti, che stimola e migliora la qualità dell’apprendimento. In questo articolo, quindi, andremo a vedere quali sono gli strumenti che si possono utilizzare per creare una relazione efficace tra insegnante e docente, oltre a descrivere in che cosa consiste nello specifico l’importanza del rapport in un contesto di apprendimento.

Definizione e strumenti del rapport

Come abbiamo avuto modo di accennare, con il termine rapport si intende l’instaurarsi di una relazione di fiducia e di affinità reciproca tra comunicatore ed interlocutore, e secondo la PNL si tratta della condizione fondamentale all’interno della quale è possibile avere una comunicazione efficace. Generalmente, il processo che porta a questa situazione viene effettuato in maniera inconscia, ma in diversi ambiti il concetto del rapport viene analizzato in profondità, in modo da poterlo applicare scientemente al fine di condividere con l’interlocutore modelli di pensiero, di linguaggio o di percezione.

Gli strumenti con cui si crea il rapport sono essenzialmente tre: calibrazione, ricalco e guida. Il primo di questi, ossia la calibrazione, consiste nell’osservazione dei comportamenti e del modo di parlare dell’interlocutore, al fine di calibrare i propri comportamenti su quello che si è osservato. Questa è la fase che precede quella del ricalco, ossia del rispecchiamento vero e proprio dell’atteggiamento, dei modi di parlare e dei comportamenti dell’interlocutore, che quindi permette ad entrambi i soggetti di essere allineati ed operare sulla stessa mappa mentale. Riguardo al ricalco, va sottolineato che questo non deve essere solo verbale, ma anche extraverbale, e dunque non comprendere solamente le parole e le espressioni linguistiche, ma anche tono, gestualità, postura e quant’altro possa essere utile alla trasmissione del messaggio.

Il termine guida va a rappresentare l’ultima fase del rapport, ossia quella in cui si è riusciti ad “agganciare” l’interlocutore attraverso il rispecchiamento dei suoi modi di parlare e di agire, e quindi si può fare l’opposto, ossia trasmettergli dei comportamenti, delle espressioni linguistiche, o degli atteggiamenti sfruttando il rispecchiamento e l’azione dei neuroni specchio, che diventa fondamentale quando si vuole trasmettere un messaggio con la tecnica del rapport.

Dal punto di vista scientifico, l’efficacia del rapport nella comunicazione e nell’apprendimento si basa su diversi studi svolti tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, quando si è scoperto che nella comunicazione non è importante solamente il contenuto verbale del messaggio, ma anzi, gli aspetti comunicativi ad avere un maggior impatto sono proprio quelli extraverbali, tra cui rientrano il tono della voce, la mimica facciale o il linguaggio del corpo.

Inoltre, il concetto di rapport insieme agli strumenti con cui applicarlo che abbiamo elencato nelle righe precedenti, trova un suo fondamento scientifico nei neuroni specchio, una classe di neuroni motori scoperti nel 1995 da un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma. In particolare, è stato osservato come questi neuroni si attivino sia quando è il soggetto stesso a compiere un’azione, sia quando la vede compiere a qualcun altro, dimostrando così una capacità innata del cervello di “mettersi nei panni” di chi si sta osservando, andando ad ottenere come risultato proprio il rapport, o quello che in psicologia viene chiamato “contagio emotivo”.

Come riprova sociale dell’importanza del rapport si può guardare all’opera di Anthony Robbins, saggista, life coach ed esperto di programmazione neuro-linguistica statunitense, che fa del suo motto la frase “rapport is power”. Secondo Robbins, infatti, essere in grado di stabilire una relazione di fiducia reciproca è essenziale in moltissimi ambiti della vita, dal lavoro, alle vendite, fino a tutti i tipi di relazioni interpersonali, ed egli identifica 5 elementi fondamentali per costruire una relazione di questo tipo:

  1. Mirroring: in maniera del tutto naturale, tendiamo ad imitare le persone con cui sentiamo una certa connessione, ma questo processo può essere anche invertito, partendo dal rispecchiamento dei comportamenti per arrivare alla connessione più profonda.
  2. Empatia: dimostrare interesse per l’interlocutore, per le sue opinioni e per le sue idee è un tassello fondamentale della relazione di rapport.
  3. Far sentire gli altri importanti, ascoltando quello che hanno da dire, chiedendo consigli e dando valore alle loro risposte.
  4. Cercare un terreno comune con gli altri, evitando il conflitto quando invece le opinioni sono divergenti.
  5. Comunicazione non verbale: quando si comunica, gran parte del messaggio passa attraverso il linguaggio del corpo, che diventa quindi fondamentale per realizzare una comunicazione efficace ed una relazione di rapport con gli interlocutori.

Il rapport e la sua importanza nella didattica

Insieme ad altri concetti e modelli della programmazione neuro-linguistica, anche il rapport ha una notevole importanza nella didattica e nell’apprendimento, soprattutto per quanto riguarda le lingue straniere. Infatti, proprio la PNL afferma che le espressioni linguistiche sono solo la struttura superficiale della comunicazione, e che allo stesso tempo esiste un substrato più profondo fatto di sensazioni, convinzioni ed emozioni. Per poter ottenere una comunicazione efficace in una lingua straniera, quindi, è necessario essere consapevoli anche di tutto ciò che va oltre la comunicazione verbale in senso stretto.

Il modo migliore per imparare e riprodurre ogni aspetto della comunicazione in lingua straniera è proprio quello di entrare in una relazione di rapport con il docente, in maniera tale da riuscire a ricalcare non solo le strutture verbali, ma anche quelle paraverbali, come il tono della voce, la velocità del parlato o le pause, e le strutture non verbali, come la gestualità, la mimica facciale o i movimenti.

Applicando i principi della PNL, dunque, si ottiene un ambiente di apprendimento in cui tra discenti e insegnante c’è una relazione di fiducia, rispetto e stima reciproca, che negli studenti va a migliorare l’autoconsapevolezza e migliorare il raggiungimento degli obiettivi prefissati, oltre a rendere più efficace la comunicazione effettiva in lingua straniera. Dal punto di vista dell’insegnante, invece, l’instaurarsi di una relazione di rapport è facilitata dall’allineamento con la fisiologia ed il linguaggio degli studenti, così come previsto dalla fase del ricalco verbale ed extraverbale che abbiamo approfondito nei paragrafi precedenti.

Una volta che l’insegnante si sarà allineato alle mappe mentali degli studenti, sarà dunque possibile andare a guidarli verso nuovi comportamenti e modelli di pensiero, andando ad eradicare eventuali pregiudizi e convinzioni negative che ostacolano l’apprendimento, e fornendo invece tutti quegli strumenti che permettono di raggiungere i risultati che si vogliono ottenere.

La creazione di una relazione di rapport tra discenti e docenti è alla base del Power Learning Method utilizzato nei corsi di The Language Center, siano essi in modalità full immersion o blended, a cui si aggiunge anche la componente online, con materiali sempre disponibili per la consultazione. Gli insegnanti, dunque, vengono formati e selezionati tenendo conto anche delle loro capacità nel costruire una relazione di fiducia, stima e rispetto reciproco con gli studenti, in modo da creare un ambiente in cui l’apprendimento viene facilitato, e dove si vede l’errore non come qualcosa da evitare, ma come una tappa fondamentale del percorso di apprendimento linguistico.

Il rapport, dunque, ha un’importanza particolare nell’apprendimento proprio per il fatto che la gran parte di un messaggio viene trasmessa con elementi extraverbali piuttosto che con quelli verbali, e stabilendo una relazione di fiducia ed affinità reciproca si hanno gli strumenti per sfruttare proprio questo tipo di comunicazione che va oltre le semplici espressioni linguistiche.

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