Le figure di mentori aziendali e la generazione Z

Le figure di mentori aziendali e la generazione Z

Le figure di mentori aziendali e la generazione Z

Mercoledì 30 novembre 2022 si è tenuta ad Assago (Milano) la prima edizione di TalentUP, un evento di networking rivolto ad imprenditori, HR manager e responsabili del marketing aziendale, evento volto all’individuazione di una strategia d’impresa che da un lato vada a valorizzare il territorio in cui le imprese operano, e dall’altro coinvolga la generazione Z, ascoltando le sue esigenze ed instaurando un dialogo proficuo con i giovani che sono, a tutti gli effetti, il futuro del mondo dell’imprenditoria italiana.

Questo evento è stato organizzato da OSM Edu, una società che si occupa di aiutare i ragazzi delle scuole superiori ad individuare i loro talenti e a prendere consapevolezza delle loro competenze, occupandosi sia di orientamento che di formazione immersiva, nell’ottica di andare a creare un ponte tra il mondo della scuola e quello del lavoro, collegamento che manca in molte realtà del Paese, ma che è fondamentale affinché le aziende possano acquisire una consapevolezza dei bisogni e delle esigenze di quello che è il loro capitale umano.

In occasione di TalentUP, sono stati presentati i risultati della ricerca dal titolo “La visione della generazione Z del mondo delle aziende”, dove sono state raccolte le risposte ad una serie di domande sul percorso scolastico e sulle aspettative nei confronti del mondo del lavoro di un bacino di 1300 studenti delle scuole superiori, di età compresa tra 15 e 19 anni. Dai dati raccolti, è stato possibile arrivare ad una serie di conclusioni che sono di fondamentale importanza per le aziende che desiderano sviluppare un progetto a lungo termine che vada a coinvolgere i ragazzi che nei prossimi anni si affacceranno al mondo del lavoro, e nei prossimi paragrafi andremo a vedere nello specifico alcuni dei punti cardine di questa ricerca.

Proattività, autonomia e opportunità

Fra le parole chiave che emergono da questa ricerca, possiamo trovare proprio queste: proattività, autonomia, e opportunità. Infatti, la maggior parte dei ragazzi che hanno partecipato alla raccolta di dati ha espresso la volontà di costruire il proprio futuro professionale in completa autonomia, senza farsi condizionare dal contesto o dalle altre persone, anche prendendo strade come quella dell’imprenditorialità o del lavoro dipendente proattivo, che lavora per obiettivi, caratterizzandosi dunque da una forte flessibilità con la quale il mondo del lavoro va incontro alle esigenze del singolo.

Per il 20,4% degli intervistati, poi, è fondamentale poter viaggiare e fare esperienze legate al lavoro, e questo sembra essere un fattore fortemente determinante nella scelta di un posto di lavoro piuttosto che di un altro, dimostrando che i ragazzi della generazione Z siano più spaventati all’idea di un lavoro ordinario e monotono, piuttosto di un’occupazione dinamica dove si possono fare molte trasferte.

Un certo tipo di opportunità, legate non solo a viaggi e trasferte, ma anche a traguardi, ricompense e meritocrazia, sembrano essere specifiche delle grandi realtà aziendali secondo il 70% degli intervistati, che preferirebbe inserirsi proprio in una realtà di questo tipo piuttosto che in una piccola impresa. Entrando nel merito della questione, per l’82,8% dei ragazzi che ha partecipato a questa ricerca è più importante raggiungere un grosso obiettivo e venire per questo ricompensati (anche non solamente dal punto di vista economico), piuttosto che ricevere delle ricompense modeste per sfide poco ambiziose e poco allettanti. Per la stragrande maggioranza, ben il 92,4%, è importante che sul lavoro si abbia la possibilità di crescere per meritocrazia, e per il 21,4% è fondamentale che tutti possano avere l’occasione di dimostrare le proprie capacità professionali.

A sottolineare poi la spiccata sensibilità della generazione Z verso alcuni temi caldi del momento, dalla ricerca presentata in occasione di TalentUP troviamo che per il 50% degli intervistati è importante lavorare in realtà che abbiano dei chiari valori sociali, e allo stesso tempo che seguano un’etica ben precisa, in particolare per quanto concerne l’impatto ambientale e la sostenibilità dell’azienda.

Orientamento professionale e umano

Un altro elemento che emerge in modo molto chiaro dalla ricerca di cui stiamo esaminando i risultati, è l’esigenza che la generazione Z sente per quanto riguarda un orientamento e un supporto non solo dal punto di vista professionale, ma anche e soprattutto umano. Infatti, il 24,3% degli intervistati ha dichiarato di aver individuato quale professione vorrebbe svolgere in futuro, ma non sa se è portato o meno per la strada che vorrebbe intraprendere, mentre il 26% non ha le idee chiare sul proprio futuro una volta terminate le scuole superiori. Questi due danno degli spunti di riflessione su un elemento di primaria importanza, ossia come il sistema scolastico del nostro Paese sia ancora molto carente nel far intraprendere agli studenti un percorso di consapevolezza delle proprie capacità e dei propri talenti, in modo che ognuno possa indirizzarsi verso l’ambito professionale che gli è più congeniale.

Allo stesso modo, l’89% ritiene essenziale trovare nell’ambiente di lavoro un vero e proprio mentore, che lo supporti e lo aiuti in una crescita non solo professionale, ma anche umana, a dimostrare ancora una volta come il percorso lavorativo che i giovani intervistati si aspettano di poter compiere non sia assolutamente slegato dalla loro crescita come giovani adulti, ma anzi ne sia un tassello fondamentale che va a formare le loro personalità.

Alla luce di quanto emerso da questa raccolta di dati, il fondatore di OSM Edu Corrado Troiano ha affermato che al giorno d’oggi è essenziale che le aziende e le imprese siano in grado di attrarre la generazione Z in quanto capitale umano che andrà a determinare il prossimo futuro delle aziende quando si affacceranno nel mercato del lavoro. Dunque, è necessario instaurare un dialogo produttivo che si basi sull’ascolto reciproco delle esigenze dei giovani, ma anche in un supporto che inizi già negli anni della scuola, e che porti i ragazzi a sviluppare una certa coscienza delle proprie capacità, in modo da trovare la loro strada dal punto di vista non solo professionale, ma anche personale. Avere un occhio di riguardo per il mondo del lavoro che i giovani si aspettano di trovare una volta che si lasceranno la scuola alle spalle, dunque, è un processo strategico immancabile per chi voglia sviluppare il proprio business nel lungo periodo.

In questo contesto così ampio, The Language Center si può inserire in più punti: il primo è sicuramente dettato dall’esigenza del 15% degli intervistati di trovare un posto di lavoro dove venga privilegiata la formazione aziendale, in particolare come strumento per accrescere ed affinare le proprie competenze professionali ed accedere così a posizioni lavorative migliori. In secondo luogo, la formazione aziendale offerta da The Language Center può anche andare a formare quelle figure che la generazione Z identifica come mentori, guide, punti di riferimento, e che reputano fondamentali nell’andare ad intrecciare i percorsi di crescita lavorativa e di crescita personale.

The Language Center ha infatti sviluppato dei percorsi di formazione manageriale dal titolo Successful Managers, in cui l’oggetto principale è lo sviluppo di una serie di skills trasversali che si possono collocare negli ambiti del team leading, del public speaking, del recruiting e della formazione, in maniera tale che i manager possano formare adeguatamente i membri del loro team a muoversi in un ambito internazionale, e ad intrattenere relazioni proficue con interlocutori stranieri.

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